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22 ottobre 2002

Due coniugi comproprietari di diversi immobili iscritti al catasto fabbricati hanno sugli stessi versato l’ICI dal 1993 al 2000. In data 7/12/1994 la moglie presenta domanda di ruralità degli immobili, che è stata accolta dall’Ufficio delle Entrate di XXXXXX in data 23/12/2000 riconoscendo la sussistenza dei requisiti oggettivi e reddituali per l’intera consistenza delle unità immobiliari per gli anni dal 1995 al 1999. Conseguentemente, in data 30/03/2001, i contribuenti presentano domanda di rimborso per gli anni dal 1995 al 2000, qualificandosi la moglie coltivatore diretto ed il marito coltivatore diretto in quanto collaboratore famigliare della moglie. E’ da precisare che entrambi i coniugi, nel corso degli anni, non hanno presentato altro che denunce di variazione relativamente alla percentuale di possesso degli stessi immobili. Si chiede di conoscere: 1) se il Comune è tenuto comunque al rimborso di tutte le annualità richieste (1995-2000) o solo di quelle indicate nel provvedimento (1995-1999); 2) se la domanda di ruralità, in questo caso accolta fino al 1999, debba essere ripresentata anche per il 2000 e per gli anni successivi; 3) quale può essere la motivazione per la quale è stata riconosciuta la ruralità solo per gli anni dal 1995 al 1999 e non anche per il 2000 considerato che la domanda è stata accolta dall’Ufficio delle Entrate in data 23/12/2000.
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22 ottobre 2002

La ditta concessionaria, che ha iniziato l'attività 01/01/2002, chiede provvedimento di G.M. per posticipare il pagamento della tassa dal 31/01/2002 al 31/03/2002; le motivazioni sono diverse in quanto non hanno la possibilità di controllare il ruolo e c'è incertezza dal punto di vista degli utenti che sono soggetti alla tassa. La vecchia ditta infatti non ha ancora consegnato l'elenco e  non vi sono ancora i bollettini in Euro. E' possibile fare un provvedimento di G.M. in tal senso?
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22 ottobre 2002

Un contribuente in data 26 novembre 2001 presenta a questo Ufficio una istanza di autotutela perché il fabbricato di sua proprietà è stato accatastato in data 18/07/2001 come ctg. A/2, classe 5 rendita €. 542,28, sostenendo che: 1)"la categoria, la classe e la rendita presunta dell’unità in oggetto è stata attribuita per confronto con le unità di zona"; 2)"la categoria attribuita non corrisponde alla realtà della zona". Chiede, quindi la sospensione dell’accertamento ICI sino alla definizione della rendita effettiva dell’immobile sopra citato. Questo Ufficio in data 30 gennaio u.s. rispondeva di non avere alcuna competenza in materia di classamento degli immobili; che la presentazione dell’istanza di ricorso o autotutela non ha alcun effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria e che, pertanto, si sarebbe proceduto ad emanare atti di accertamento in base alla rendita attribuita sino all’anno d’imposizione 2001 (€. 201,42) e, a decorrere dall’anno d’imposizione 2002 sulla base della rendita di €. 542,28. Si chiede se la risposta è stata corretta
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22 ottobre 2002

Questo ente deve trasformare le tariffe dei tributi locali TARSU, ICI, TOSAP, ecc. da lire in euro. Intende convertire l'importo in lire secondo il tasso fisso di conversione utilizzando due cifre decimali, trattandosi di importi originariamente espressi in migliaia di lire. L'importo finale in euro della tariffa per calcolare il tributo dovuto sara' arrotondato al centesimo di modo che se il terzo decimale e' inferiore a cinque l'importo della tariffa da applicare sara' arrotondato per difetto, mentre se e' uguale o superiore a cinque l'importo sara' arrotondato per eccesso.  Vi preghiamo di dare il vostro parere in merito alla correttezza di tale metodo, indicarci se tale metodo e' applicabile alla conversione delle tariffe del civico acquedotto e per le sanzioni da calcolare in misura percentuale, mentre, si nutrono dubbi per le sanzioni espresse in misura fissa sempre in merito all'arrotondamento che parrebbe doversi eseguire per troncamento eliminando i decimali. Si chiede inoltre se sul metodo utilizzato per l'arrotondamento e la conversione dalla lira in euro e' necessario l'atto deliberativo e se vanno contabilizzate le differenze derivanti durante la trasformazione dalla lira in euro.
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22 ottobre 2002

In una casa in corso di costruzione è stata ultimata una parte corrispondente a 120 mq., anche se di fatto non occupata e priva di arredi e utenze elettriche (risulta solo l’allaccio all’utenza di cantiere). La rimanente superficie di 200 mq. (cantine e sottotetto della stessa casa) è ancora in corso di costruzione. Il contribuente ha già trasferito la residenza anagrafica nell’abitazione e risulta domiciliato ed ospite c/o un’altra abitazione. Il contribuente deve pagare i R.S.U.? E se sì per quale superficie? Lo stesso è obbligato a presentare la planimetria della casa in questione qualora venga richiesta dall’ufficio T.A.R.S.U.?
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22 ottobre 2002

Questo Comune ha ricevuto alcune istanze di rimborso per l’ICI dal 1993 al 2000 in quanto, in data 22.12.2000 il competente Ufficio del Territorio ha provveduto a rilasciare ricevuta di avvenuta dichiarazione di fabbricato urbano con attribuzione di rendita definitiva, di molto superiore a quella presunta dichiarata nell’anno 1993 e seguenti; per motivi su esposti si chiede da quale anno può essere concesso il rimborso; si chiede, inoltre, da quale anno può essere concesso il rimborso nel caso di errore di calcolo da parte del contribuente.
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22 ottobre 2002

In relazione agli immobili di interesse storico - artistico vorremmo sapere da quale anno non occorre più calcolare la rendita in base al valore catastale dell’A/5 causa della soppressione di tale categoria da parte dell’UTE.
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22 ottobre 2002

Una società nel 1993 ha dichiarato un fabbricato cat. D/08 con indicazione di un valore in quanto non era provvisto di rendita. Ora in fase di liquidazione, dal controllo della visura catastale storica si è riscontrato che per il fabbricato in questione la ditta aveva presentato l'accatastamento all'UTE nel 1986, solo l' 08/06/1999 con affissione all'albo pretorio al fabbricato è stata attribuita la rendita definitiva cat. D/08. Vanno emessi gli avvisi di liquidazione per il recupero della differenza di rendita? E nel caso che lo stesso fabbricato fosse posseduto da un privato è possibile il recupero?
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22 ottobre 2002

Vorrei una conferma della bontà della seguente interpretazione del comma 2, art. 8, D.Lsg. 504/1992. Tizio Caio e Sempronio abitano la casa di cui sono proprietari rispettivamente per il 10, il 60 e il 30 per cento. Nonostante la titolarità per quote diverse la detrazione per abitazione principale ai fini ICI è applicata in parti uguali, ai sensi delle circolari e risoluzioni successive al decreto istitutivo dell’imposta?
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22 ottobre 2002

Un contribuente non ha mai fatto dichiarazione, anche se l'immobile era posseduto fin dal 1993 e non ha mai pagato l'imposta. nel 1999 l'UTE ha trasmesso al comune le rendita definitive con validità fino al 31/12/1999 da pubblicare all'albo pretorio. Al contribuente in questione, viene attribuita la rendita con validità 22/10/1999. Si puo' e in che modo procedere all'emissione dell'atto di accertamento per gli anni pregressi nei confronti dell'evasore? In caso di risposta negativa, si puo' procedere all'accertamento dell'area fabbricabile dove e' ubicato l'immobile?
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22 ottobre 2002

Il comune di xxx ha notificato, in data 26/10/2000, degli avvisi di liquidazione relativi agli anni 1993 – 1995, per errata individuazione della base imponibile causata da una rendita presunta inferiore alla definitiva. In data 18/01/2001, il destinatario degli avvisi ha presentato istanza di riesame della pratica, ai fini dell’adeguamento degli avvisi stessi all’art. 74 del collegato alla finanziaria del 2001. Sussiste l’obbligo di accogliere questa istanza, considerato che i suddetti avvisi, oggi definitivi, non lo erano alla data di entrata in vigore del collegato alla finanziaria?
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22 ottobre 2002

Un contribuente può chiedere la nullità dell’atto principalmente perché il Comune, per l’anno 1993 non ha deliberato il valore delle aree edificabili?
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Banca dati quesiti pubblici
Quesiti resi pubblici
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Le domande sono rese pubbliche in forma spersonalizzata senza, quindi, indicare il comune che ha posto il quesito.
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