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Banca dati quesiti

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02 ottobre 2026

Buongiorno, un contribuente sostiene di non dover pagare la tari, perchè svolge la sua attività porta a porta e su internet. Dalla visura camerale risulta registrata come sartoria su misura: confezione su misura di abiti folkcloristici, da sposa, da cerimonia, ecc, mentre risulta come attività secondaria commercio al dettaglio di capi di abbigliamento e tessuti effettuato porta a porta e via internet, con codice ateco 14.21.20. L'ente ha ritenuto opportuno inviare la tari suddividendo i mq tra abitazione e attività (categoria 21), in quanto lo stesso ha la sede legale nella sua abitazione. Tale operazione è corretta?
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02 ottobre 2026

Egr. Dott. Cava, un nostro contribuente Tari ha presentato richiesta di riduzione della Tassa Rifiuti ai sensi dell'art. 1, comma 656, della Legge 147/2013, nella misura del 20% della tariffa ordinaria, lamentando il mancato ritiro dei rifiuti in alcune giornate del corrente anno, nonostante le numerose segnalazioni fatte all'ente gestore ed alla polizia municipale.
A suo parere, tale istanza può essere accolta? In caso affermativo, andrebbe applicata solamente per i giorni di mancato ritiro dei rifiuti?
Specifco che si tratta di un'utenza domestica e che nel nostro Comune viene effettuta la raccolta porta a porta.
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02 ottobre 2026

Buongiorno Dott. Cava
Ho inviato un avviso TARI per l’anno 2026 ad un contribuente che possiede due unità unite di fatto. In procedura sia IMU che TARI l’ho inserito come due unita’ distinte. Relativamente alla TARI Il contribuente mi ha scritto inviandomi la visura con l’annotazione e chiedendo un ricalcolo della tassa per un solo immobile. A quale normativa devo far riferimento per rispondere al contribuente?
La ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti
Serenella Melas
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01 ottobre 2026

Buongiorno
una contribuente è proprietaria al 50% di un immobile . l'altro 50% è del figlio ed entrambi occupano l'immobile. La contribuente riceve in eredità il 50% di un secondo immobile. Sposta la residenza in questo nuovo immobile ereditato. Mi chiede se può fare un uso gratuito del 50% a favore del figlio. Posso concedere la riduzione?
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01 ottobre 2026

Buongiorno chiedo come deve avvenire la trasmissione della delibera relativa all'adesione rottamazione quinquies, la scadenza dell'invio 30/09/2026 ai soli fini statistici al dipartimento delle finanze.
Nel portale non so da dove può essere caricata per l'invio.
Grazie
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29 settembre 2026

Buonasera, una contribuente ci contesta un avviso di accertamento emesso per l'anno 2021 in quanto, secondo lei, l'immobile oggetto dell'accertamento era locato con contratto di affitto concordato datato 2019.
A noi non risultano mai presentate dichiarazioni IMU o l'autocertificazione prevista allegando il contratto, bollinatura e registrazione all'agenzia dell'entrate per dichiarare l'affitto in essere.
Nell'istanza, presentata oggi, di riesame dell'accertamento sono stati allegati il contratto di affitto a canone concordato con relativa bollinatura e registrazione all'agenzia dell'entrate avvenuta nel 2019.
Alla luce di questo dobbiamo procedere con l'annullamento dell'avviso emesso e riconoscere l'agevolazione IMU, anche in assenza di documentazione presentata nei termini previsti, oppure l'accertamento è valido?
Grazie
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28 settembre 2026

Buongiorno, è corretto riconoscere la tariffa agevolata per gli immobili affittati regolarmente a canone concordato in cui però l'inquilino non risulta essere residente?
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18 settembre 2026

Buongiorno, stiamo lavorando sulla revisione del Regolamento Comunale per l'applicazione della TARI e l'assessore di riferimento ha inviato all'ufficio una proposta di inserimento di una nuova tipologia di riduzione per le attività produttive pari al 30% dell'imposta del seguente tenore: "Il tributo è ridotto del 30% della parte variabile alle utenze non domestiche che dichiarano di non avvalersi del ritiro dedicato dei rifiuti presso la sede della propria attività, ma di conferire tutti i rifiuti urbani prodotti, nei cassonetti stradali". L'Ufficio ha delle perplessità rispetto all'applicabilità di tale riduzione per le seguenti motivazioni:
limitatezza della possibilità di accesso a tale riduzione alle sole utenze non domestiche ed ancora più in particolare, a quelle che attualmente ricevono questo tipo di servizio.
il conferimento del rifiuto è obbligatorio: il fatto di avere il ritiro in sede è un servizio aggiuntivo che comporta un aggravamento dei costi di gestione.
la quantificazione della riduzione: il 30% ci pare difficoltosa da sostenere.
Vorremmo pertanto un parere da parte dello Studio nella valutazione della proposta e nella formulazione di risposte adeguatamente e fortemente motivate da opporre.
Grazie per la cortese attenzione
Cordiali saluti
Enrica Mangiavacchi
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16 settembre 2026

Sono stati notificati gli avvisi di accertamento IMU relativi ad un fabbricato. L’imposta è stata richiesta a dei fratelli che, a seguito della successione della madre, risultano aver acquisito la proprietà dell’immobile.
Una delle coeredi, sostiene tuttavia che l’importo richiesto non sia dovuto, in quanto, sebbene i fratelli risultino tra gli intestatari dell’immobile, sarebbero da considerarsi esclusivamente quali “chiamati all’eredità” e, in assenza di un’accettazione formale dell’eredità, non potrebbero essere considerati soggetti passivi IMU.
La medesima interessata sostiene inoltre che la voltura catastale dell’immobile, effettuata a seguito della successione, sarebbe stata eseguita da lei autonomamente e all’insaputa degli altri coeredi, essendo lei stessa l’effettiva utilizzatrice del bene.
Gli interessati intenderebbero pertanto presentare istanza di annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento, documentando la mancata accettazione dell’eredità mediante una certificazione negativa rilasciata dal Tribunale, attestante l’assenza di una dichiarazione formale di accettazione dell’eredità.
Alla luce di quanto sopra, si chiede se le argomentazioni prospettate dagli interessati siano fondate e, in particolare, se la produzione della certificazione negativa del Tribunale possa costituire elemento sufficiente a giustificare l’annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento emessi nei loro confronti.
Secondo il nostro parere, gli interessati dovrebbero procedere a una formale rinuncia all’eredità, da rendersi nelle forme previste dalla legge, eventualmente davanti a un notaio, la quale, producendo effetti retroattivi, consentirebbe di procedere all’annullamento degli accertamenti emessi nei confronti dei soggetti rinuncianti e di imputare conseguentemente l’intera quota dell’immobile al soggetto che non abbia rinunciato all’eredità e che risulti essere l’effettivo utilizzatore del bene.
Si chiede, pertanto, un parere in merito alla questione e alla correttezza di tale procedura. Grazie
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16 settembre 2026

Un cittadino, a seguito di successione testamentaria , risulta proprietario di un immobile per la quota di 1/1. La successione è stata formalizzata dal solo cittadino nell’aprile 2022 (può essere considerata accettazione dell'eredità??), mentre la de cuius è deceduta nel gennaio 2021. Il contribuente sostiene, pertanto, di essere tenuto al pagamento dell’IMU esclusivamente a decorrere dall’aprile 2022 data della voltura catastale dell'immobile ritenendo che, prima di tale data, non avesse ancora acquisito formalmente la qualità di erede e, conseguentemente, la titolarità dell’immobile.
L’Ufficio, considerato che gli effetti dell’acquisto dell’eredità, indipendentemente dalla data di presentazione della dichiarazione di successione o di perfezionamento degli adempimenti successivi, decorrono dalla data di apertura della successione, coincidente con la data del decesso della de cuius, ha emesso avviso di accertamento ai fini IMU con decorrenza dal gennaio 2021.
Si chiede, pertanto, se tale impostazione sia corretta e, in particolare, se l’obbligo di versamento dell’IMU in capo all’erede debba decorrere dalla data del decesso della de cuius, ovvero dalla successiva data di voltura catastale di aprile 2022. La ringrazio.
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15 settembre 2026

Buongiorno,
ho emesso due avvisi di accertamento a carico di una contribuente relativo a un immobile su cui lei ha un usufrutto e il figlio la nuda proprietà. La contribuente mi contesta l'accertamento in quanto questo immobile è stato concesso in comodato al figlio per la sua quota parte con contratto registrato e pertanto nel loro calcolo del dovuto hanno tenuto conto della riduzione del 50%.
La mia domanda è: la contribuente può cedere in comodato gratuito l'immobile al figlio che detiene la nuda proprietà? Nel caso specifico chi è soggetto IMU?
Grazie.
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14 settembre 2026

Buongiorno,
io ho emesso un avviso di accertamento IMU per l’anno 2021 nei confronti di un contribuente deceduto e notificato agli eredi, nello specifico al figlio. Successivamente, quest’ultimo, è venuto presso i nostri uffici e ha dichiarato di aver già effettuato i pagamenti relativi all’annualità oggetto di accertamento, ma di averli effettuati erroneamente a proprio nome anziché a nome del padre. A seguito delle nostre verifiche, avevamo quindi concordato di imputare tali versamenti al padre mediante compensazione. A seguito della compensazione, tuttavia, risultava una differenza residua a carico del figlio.
La commercialista ci ha successivamente contattati per avere chiarimenti in merito alla situazione debitoria del figlio.
Nel 2021 il contribuente risultava proprietario di due immobili. Per il primo immobile, il contribuente aveva mantenuto la residenza per 10 mesi quindi per tale periodo era considerato abitazione principale e, conseguentemente, non soggetto IMU; l’imposta risultava invece dovuta per i restanti 2 mesi. Per il secondo immobile, invece, il calcolo effettuato prevedeva il dovuto IMU per 10 mesi, in quanto risultava fabbricato generico a disposizione, mentre per i restanti 2 mesi l’immobile risultava esente in quanto divenuto abitazione principale a seguito di una variazione di residenza.
La commercialista ha contestato questa impostazione sostenendo che il secondo immobile, essendo stato acquistato l’anno precedente e trovandosi in fase di ristrutturazione, dovesse essere considerato, per il periodo interessato come area fabbricabile. Mi ha inoltre riferito che nel 2021 avevano presentato una dichiarazione IMU nella quale veniva indicata la situazione dell’immobile. Ho verificato e l’unica cosa che avevano scritto nelle note era la dicitura “casa in ristrutturazione” indicando anche un valore economico all’immobile.
Quindi io le chiedo se sia possibile considerare come area fabbricabile un terreno sul quale siano presenti due immobili, rispettivamente censiti in categoria catastale A07 e C02 semplicemente perché gli stessi risultano essere interessati da lavori di ristrutturazione.
Ho verificato anche la definizione di area fabbricabile contenuta nel regolamento comunale e non mi sembra che preveda una fattispecie come quella in esame, ossia un’area sulla quale siano già presenti fabbricati accatastati e che venga qualificata come fabbricabile.
Inoltre, qualora l’immobile fosse stato effettivamente interessato da lavori di ristrutturazioni tali da consentire l’applicazione della riduzione del 50% della base imponibile IMU prevista per i fabbricati inagibili, mi risulta che fosse necessario documentare lo stato di inagibilità con apposita perizia più il modulo della richiesta di tale stato da allegare alla dichiarazione IMU. Quindi vorrei capire se l’impostazione prospettata dalla commercialista sia corretta oppure no. Grazie
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