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29 marzo 2004

Il Comune di xxxxxx è classificabile ai fini Tosap nella IV classe, pertanto può applicare una tariffa per occupazioni temporanee, ex art. 45 del D.Lgs. 507/93, compresa tra le 750 e le 6.000 lire. Ipotizzando una tariffa pari, per la prima categoria di suolo pubblico, a lire 3.530 al mq e volendo utilizzare il sistema delle fasce orarie, si chiede se la seguente suddivisione può ritenersi corretta:a. fascia oraria dalle 08 alle 14 per complessive 6 ore lire 1.800;b) fascia oraria dalle 14 alle 20 per complesive 4 ore lire 500;c) fascia oraria dalle 20 alle 24 per complessive 4 ore lire 1.000;d) fascia oraria dalle 24 alle 08 per complessive 8 ore lire 230: In particolare si vuole sapere se sono corrette le misure della prima fascia, considerato che la stessa, se riportata in proporzione alle 24 ore, supera il massimo consentito di lire 6.000 (lire 1.800/6x24= lire 7.200), e dell'ultima fascia che invece, sempre se riportata in proporzione alle 24 ore, risulta inferiore al minimo di lire 750 (lire 230/8x24= lire 690). Inoltre si chiede se, nel caso di un'occupazione parziale di una fascia, la tariffa debba essere applicata per l'intera misura della fascia stessa o solo in proporzione alle ore di effettiva occupazione; ad esempio un'occupazione dalle ore 8 alle ore 10 dovrà essere tassata per lire 1.800 o per lire 600? E, se vale l'ipotesi di un'applicazione in base alle ore effettive, è possibile prevedere che comunque la misura minima, considerate anche tutte le riduzioni spettanti per legge o regolamento, non può essere inferiore alle 150 al mq. (art. 45, comma 2, lettera c). Infine, visto il differimento dei termini di approvazione del bilancio, eventuali modifiche regolamentari incidenti sulla misura e sulla determinazione delle tariffe, possono essere approvate entro il 28 febbraio 2001 con efficacia dal 1° gennaio dello stesso anno, o le possibilità di intervento si riducono alle sole variazioni delle misure tariffarie non comportanti modifiche regolamentari?
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29 marzo 2004

Nei casi in cui si prospetta la necessità di modificare in autotutela avvisi di liquidazione o accertamento emessi entro il 31 dicembre 2000 per le annualità 1993 e 1994, visto che tali annualità sono ormai cadute in prescrizione e di non poter notificare un nuovo avviso in rettifica si chiede quale tipo di provvedimento è possibile emettere e come deve essere notificato al contribuente.
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25 marzo 2004

Con riferimento agli accertamenti ici anno 1993 e seguenti, quali sono le novità in materia di sanzioni, interessi e termini?
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25 marzo 2004

Premesso che un contribuente ha dichiarato quattro aree edificabili indicando delle stesse la partita e la località, uguale per tutte e quattro, ma con diversi valori; verificato che detti valori sono inferiori tutti e quattro a quelli stimati dall’Ufficio Tecnico, è giusto emettere quattro avvisi di accertamento per dichiarazioni infedele o bisogna emetterne solo uno, col valore che deriva dalla somma delle quattro aree?
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25 marzo 2004

In merito all’oggetto, al fine dell’esatta applicazione delle sanzioni ed interessi da applicare sugli avvisi di liquidazione ICI relativi agli anni dal 1993 al 1997, si chiede di voler far conoscere come ci si deve comportare in presenza delle seguenti eventuali situazioni:1)avvisi di liquidazione che potranno essere notificati prima dell’entrata in vigore del suddetto collegato;2)avvisi di liquidazione che potranno essere notificati successivamente all’entrata in vigore del suddetto collegato.
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25 marzo 2004

Un contribuente ICI nel 1993 ha presentato la richiesta di accatastamento all'UTE per un locale adibito a "Banca", e nella richiesta, così venne specificata la destinazione.  L'UTE nel 1999 ha attribuito la rendita definitiva classando il locale come C3 " Laboratori per arti e mestieri". Il contribuente, nonostante nel 1993 avesse dichiarato per lo stesso immobile una categoria A/10, ora in seguito alla notifica della rendita ha adeguato l'imposta da versare al valore attribuitogli, sostenendo che lui non ha commesso nessun errore. In fase di accertamento cosa dobbiamo fare?1) Per gli anni 93/98 il contribuente ha pagato somme in esubero, spetta il rimborso?2) Per gli anni 99/00 l'imposta è stata calcolata sulla rendita definitiva, dobbiamo accertare la differenza?3) Per la variazione catastale chi deve fare la richiesta all'UTE?
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25 marzo 2004

Alla luce dell'art. 74 del collegato alla Finanziaria, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25/11/2000 che entrerà in vigore a far data dal 11/12/2000, come si devono emettere i provvedimenti di liquidazione ed accertamento ICI nel periodo che va da oggi al 10/12/2000? Si devono computare gli interessi e le sanzioni, solo gli interessi o né questi né quelli sulle liquidazioni con rendite attribuite nel corso degli anni dal 1993 al 1999? Ed inoltre, le attribuzioni di rendita ante 1993 possono ritenersi valide a tutti gli effetti ai fini delle liquidazioni ed escluse pertanto dall'applicazione dell'art. 74?
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25 marzo 2004

Una ditta alla quale è stato notificato avviso di accertamento d’ufficio, trattandosi di contribuente evasore totale ai fini dell’applicazione della TARSU, richiede che venga applicata la riduzione della tassa con effetto retroattivo per la distanza dal più vicino punto di raccolta. Accertato che tale distanza esisteva anche negli anni passati, l’ente deve procedere all’accoglimento di tale richiesta anche in mancanza di una denuncia originaria o deve concedere tale beneficio a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo?
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25 marzo 2004

Se un contribuente ha dichiarato 10 immobili e ha omesso l’11°, la dichiarazione, per quest’ultimo, è omessa oppure si intende che la dichiarazione presentata sia infedele o incompleta?
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25 marzo 2004

L'omesso versamento Iciap 1997 mediante il bollettino di colore verde utilizzabile da chi non era obbligato a presentare la dichiarazione in assenza di variazioni rispetto all'anno precedente equivale ad omessa denuncia e quindi è accertabile entro il sesto anno successivo?
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25 marzo 2004

In sede di accertamento ICI, per conto di un comune, si è riscontrato che nel 1993 molti cittadini hanno dichiarato immobili di proprietà esclusiva di parenti o affini portandosi la detrazione per abitazione principale pur non avendo nessun titolo di proprietà sui medesimi immobili. Considerato che la situazione è abbastanza generalizzata, quale provvedimento potrebbe adottare il comune per evitare di sanzionare i legittimi proprietari e rimborsare i dichiaranti? Si precisa che il Comune ha adottato nel 1998 un regolamento che permette di considerare abitazioni principali quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale.
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25 marzo 2004

Va utilizzato un diverso bollettino per le violazioni ICI sui fabbricati rurali anno 1994?
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Banca dati quesiti pubblici
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