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25 febbraio 2005

Questo ufficio ha emesso lo scorso mese di dicembre avvisi di accertamento per le annualità 1998, 1999, 2000 e 2001 per infedele denuncia ad un contribuente possessore di un’area fabbricabile di mq 1.000 ubicata nel nostro Comune. Il contribuente aveva dichiarato l’area fabbricabile nel 1993 per un importo di Lire 35.000.000 e da allora aveva sempre versato l’I.C.I. in base al valore dichiarato nel 1993. Detto contribuente ha rivenduto il terreno nel 2001 per un importo di € 129.000,00.

Facendo riferimento ed applicando i valori minimi per metro quadro per le aree fabbricabili stabiliti annualmente dalla Giunta Comunale (al di sotto dei quali l’ufficio procede ad accertamento), sono stati emessi gli avvisi di accertamento sopra elencati. Il contribuente chiede ora l’annullamento dell’avviso riferito all’annualità 1998 sostenendo che l’accertamento andava notificato entro il 31.12.2003 e che quindi si tratta di un’annualità prescritta.

L’ufficio ritiene di avere potuto emettere l’avviso in quanto il contribuente avrebbe dovuto presentare una nuova denuncia per l’anno 1998 con un nuovo valore dell’area fabbricabile entro luglio 1999.Si chiede se tale ragionamento può essere ritenuto corretto oppure no.
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25 febbraio 2005

Con il Concessionario della Riscossione stiamo procedendo alla predisposizione e meccanizzazione delle liste ruoli coattivi canone acqua e quota depurazione e fognatura anni 1992/93/94/95/96/97/98/99 (prescrizione a suo tempo interrotta con raccomandate a.r. e successivamente avvisi di pagamento inviati con notifica).

Il regolamento comunale del servizio idrico non parla di sanzioni per omesso versamento e tuttavia si ritiene che per gli anni per i quali gli attuali canoni depurazione e reflua avevano natura tributaria, si debba applicare la sanzione di legge del 30% per omesso versamento.

Chiediamo se riteniate corretta questa impostazione ed in caso affermativo quali siano fra quelli indicati (periodo 1992/1999) gli anni per i quali la quota depurazione e fognatura aveva natura tributaria.
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15 febbraio 2005

In data 14/01/2004 il Legale Rappresentante del Caseificio "XX" Soc. Coop a.r.l., ha inoltrato presso questo Ufficio Tributi l’istanza di rimborso ICI (art. 13 del D.Lgs 30/12/92 n. 504) per i seguenti anni d’imposta:

-saldo anno 2000;
-acconto e saldo anno 2001;
-acconto e saldo anno 2002;
-acconto e saldo anno 2003.

Nell’istanza presentata viene specificato che il Caseificio sopra denominato è costituito da una cooperativa agricola formata da soci aventi la qualifica di produttori agricoli e che viene svolta un’attività di manipolazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici conferiti dai soci (latte vaccino e caprino) nel rispetto delle regole fissate dall’art. 29 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917.
Viene inoltre precisata che l’attività svolta dalla Cooperativa è riconducibile a quella svolta dai soci, senza soluzione di continuità, e quindi di funzione di completamento dell’attività agricola dei soci stessi (così come affermato dalla Corte di Cassazione con le sentenze 20/02/95 n. 1843 e n. 7316/2002).

Il legale rappresentate del Caseificio infine sottolinea che in virtù della descrizione sopracitata, l’immobile stesso riveste la natura di "fabbricato strumentale" per l’attività agricola svolta e quindi deve considerarsi "fabbricato rurale".
In merito a questo "quesito" sull’esenzione dell’ICI per gli immobili che vengono considerati rurali sono state consultate diverse sentenze espresse da varie Commissioni Tributarie site sul nostro territorio nazionale ma nessuna di queste è riuscita a dare esplicitamente una risposta valida al caso pertanto questo Ente ai fini dell’Istruttoria si domanda se l’immobile risulta esente dall’ICI o meno.
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05 febbraio 2005

Nel vigente Regolamento sull’ICI approvato da questo Comune è stata prevista l’equiparazione all’abitazione principale delle abitazioni concesse in uso gratuito a parenti fino al 2° grado o ad affini fino al 1° grado che la utilizzano quale loro abitazione principale.
Da un’attenta lettura di quanto prevede l’art. 59 comma 1 lettera e) del D.lgs 446/97 si evince cha la suddetta equiparazione sia limitata ai parenti e non agli affini.
Considerato che il regolamento di cui trattasi ha superato il visto di legittimità apposto dall’organo regionale competente allora previsto, è doveroso secondo il vostro parere modificare il regolamento abrogando l’agevolazione a favore degli affini ?
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04 febbraio 2005

Il contribuente....ha ricevuto avvisi di accertamento ICI (notificati entro il 31/12/2004) per omessa dichiarazione e omesso versamento per gli anni 1999 e 2000. Gli accertamenti in oggetto riguardano aree edificabili direttamente coltivate dal contribuente che risulta essere anche proprietario di dette aree. Da un controllo eseguito dall’Ufficio Tributi è emersa:
.la regolare iscrizione alla Camera di Commercio e all’Ufficio IVA;
.la cancellazione, per compimento dei versamenti richiesti, dai ruoli previdenziali fin dal 1994 ;
.la mancata percezione di trattamento pensionistico per mancato raggiungimento dell’età minima pensionabile .
Alla luce di quanto sopra si chiede pertanto se anche nel caso specifico possa essere riconosciuto il diritto all’esenzione ICI ?
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03 febbraio 2005

Nel nostro Comune sono stati fatti gli accertamenti nell'anno 2001. Molti fabbricati sono stati regolarizzati per quanto riguarda la T.a.r.s.u mentre per l'I.C.I, in quanto non presenti in catasto, il Comune non ha potuto fare altro che calcolare l'importo sull'area fabbricabile. E' corretto? Si tratta di fabbricati ultimati e nei quali risiedono delle famiglie ma non hanno mai fatto nessuna dichiarazione di rendita presunta e non intendono neanche procedere con l'iscrizione al catasto. Come si può difendere il Comune?
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02 febbraio 2005

Fino ad oggi questo Comune ha approvato le variazioni di aliquota Ici con delibera della Giunta Comunale. Il Revisore dei Conti sostiene che in molti Comuni tale materia viene trattata in Consiglio Comunale.
Qual è l’organo competente a deliberare per il 2005 una diminuzione dell’aliquota per le abitazioni principali e un aumento di aliquota invece per tutti gli altri fabbricati?
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01 febbraio 2005

Vorremmo sapere se esiste una norma che possa evitare al responsabile dell'ufficio tributi di firmare, durante l'anno, migliaia di atti di accertamento/liquidazione ed eventualmente anche i successivi atti di annullamento, rettifica e rimborsi ai fini ICI, con una riproduzione della firma, eventualmente depositata agli atti con una delibera di giunta.
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30 gennaio 2005

Vista la difficoltà ad individuare il corretto assoggettamento all’ICI delle porzioni di terreni edificabili (sulla base della loro destinazione urbanistica) adiacenti ad un fabbricato, vorremmo introdurre nel Regolamento Comunale sull’ICI alcune disposizioni che supportino sia l’Ufficio che i Contribuenti nell’ applicazione dell’imposta.
Tale necessità è emersa particolarmente dopo aver letto quanto stabilito con sentenza della Corte di Cassazione N° 19375 del 17/12/2003.
I casi pratici che abbiamo incontrato durante lo svolgimento dell’attività di controllo sono:
1) accatastamento del fabbricato e terreno in un unico mappale; la superficie urbanisticamente libera, tuttavia, consentirebbe l’ampliamento del fabbricato esistente o la realizzazione di una nuova costruzione;
2) fabbricato e terreni accatastati con mappali diversi dove la superficie fabbricabile complessiva è già asservita ai fini urbanistici al fabbricato esistente;
3) come il caso 1) eccetto che il fabbricato ed i relativi terreni risultano accatastati con mappali diversi.
Un ulteriore dubbio riguarda l’individuazione dell’area pertinenziale al fabbricato: pare infatti generica l’applicazione dell’art.817 del C.C. che definisce la pertinenza in senso generale. E’ possibile stabilire a regolamento ulteriori elementi oggettivi da dover rispettare nel caso prospettato?
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26 gennaio 2005

Una Cooperativa edilizia, che nel 1999 risultava essere ancora a proprieta' indivisa, per l'anno in questione ha applicato la detrazione a ciascun socio (in totale 10).
E' corretto?
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25 gennaio 2005

In seguito alla finanziaria 2005 che ha prorogato solo gli accertamenti ICI dall'anno 2000, come dobbiamo comportarci per il recupero delle liquidazioni ICI anno 2001 e 2002 ormai cadute in prescrizione?
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20 gennaio 2005

La legge finanziaria per l'anno 2005 proroga al 31/12 c.a. i termini per l'accertamento dell'imposta comunale sugli immobili limitatamente alle annualità d'imposta 2000 e successive. Premesso quanto sopra ed alla luce del Regolamento ICI di questo Comune adottato con atto del Consiglio Comunale n.171 del 5/10/1998, con riferimento agli articoli di cui appresso:
Art. 5 " .... in sostituzione della Dichiarazione il contribuente può produrre una comunicazione entro 90 gg dall'evento acquisitivo, modificativo, estintivo della soggettività passiva...."
Art.7 " Il Comune, entro il termine del 31/12 del quinto anno successivo a quello cui si riferisce l'imposizione, notifica al contribuente anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, il motivato avviso di accertamento per omesso, parziale o tardivo versamento con liquidazione dell'imposta o maggiore imposta dovuta, delle sanzioni e degli interessi".
Si chiede se questo Ente per l’anno 2005 è tenuto al rispetto dell'art.11 comma 1 e 2 del D.L. 504/92, ad emettere avvisi di liquidazione dell'imposta nei termini previsti dal predetto D.L.( annualità liquidabile 2002), oppure emettere avvisi di accertamento d’imposta per le annualità 2000 e successive cosi come stabilito all’Art.7 del proprio vigente Regolamento ICI, segnatamente alle attività di omesso e/o parziale versamento d’imposta.
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