TARI
28 aprile 2026
Buongiorno,
abbiamo ricevuto una DSU 2025 intestata alla figlia di un contribuente TARI. Il nucleo familiare risulta composto da 5 componenti, inclusa la stessa intestataria della DSU. Tuttavia, nella sezione relativa ai “CF componenti” della DSU non è riportato alcun codice fiscale dei membri del nucleo.
Si chiede se, in tale situazione, sia comunque corretto procedere all’applicazione del bonus sociale rifiuti in favore dell’intestatario dell’utenza TARI.
abbiamo ricevuto una DSU 2025 intestata alla figlia di un contribuente TARI. Il nucleo familiare risulta composto da 5 componenti, inclusa la stessa intestataria della DSU. Tuttavia, nella sezione relativa ai “CF componenti” della DSU non è riportato alcun codice fiscale dei membri del nucleo.
Si chiede se, in tale situazione, sia comunque corretto procedere all’applicazione del bonus sociale rifiuti in favore dell’intestatario dell’utenza TARI.
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27 aprile 2026
Buongiorno Dott. Cava.
Dal momento dell’affidamento del ruolo ad ADER, l’Ente deve provvedere a sollecitare la pretesa tributaria nei confronti del contribuente qualora il procedimento di notifica della cartella si protragga per anni, al fine di evitare la prescrizione del credito dovuta all’inerzia dell’agente della riscossione?
La ringrazio.
Dal momento dell’affidamento del ruolo ad ADER, l’Ente deve provvedere a sollecitare la pretesa tributaria nei confronti del contribuente qualora il procedimento di notifica della cartella si protragga per anni, al fine di evitare la prescrizione del credito dovuta all’inerzia dell’agente della riscossione?
La ringrazio.
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23 aprile 2026
Sono riuscita a recuperare un vecchio accordo scaduto nel 2019. Anche senza accordo si può concedere l'agevolazione?
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23 aprile 2026
Buongiorno,
alcuni contribuenti mi stanno comunicando che hanno stipulato contratti di affitto a canone concordato e che quindi richiedono la riduzione. Sapevo che occorreva un accordo tra provincia e comune che non credo non sia mai stato stipulato. come posso fare per esserne certa e poi tale riduzione va richiesta con dichiarazione o uno se la applica in automatico? Ringrazio e porgo cordiali saluti
alcuni contribuenti mi stanno comunicando che hanno stipulato contratti di affitto a canone concordato e che quindi richiedono la riduzione. Sapevo che occorreva un accordo tra provincia e comune che non credo non sia mai stato stipulato. come posso fare per esserne certa e poi tale riduzione va richiesta con dichiarazione o uno se la applica in automatico? Ringrazio e porgo cordiali saluti
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IMU
23 aprile 2026
Buongiorno Dott. Cava, in che modo posso recuperare l’Imu non versata nel 2023 da una Società in nome collettivo cessata per “CESSAZIONE DA SISTEMA CENTRALE ART.35 C.15 QUINQUIES DPR 633/72 dal 4/12/2023? A quali soggetti si possono notificare gli atti?
Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.
Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.
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22 aprile 2026
Buongiorno, nel 2013, un contribuente ci dichiara l'inagibilità di un immobile censito in categoria A6. Successivamente tale immobile viene venduto e a seguito di lavori riaccatastato in categoria A4. Il nuovo contribuente proprietario non ha mai dichiarato l'inagibilità del suddetto immobile ed ora dopo l'avviso di accertamento del Comune pretenderebbe di far valere la dichiarazione del precedente proprietario. A ns. giudizio, ove l'immobile avesse di nuovo le condizioni per essere dichiarato inagibile dovrebbe essere presentata nuova istanza corredata da perizia giurata di un tecnico (salva l'alternativa della richiesta di verifica delle condizioni all'Ufficio Tecnico comunale) senza alcun effetto retroattivo. E' corretta la ns valutazione?
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21 aprile 2026
Considerato che questo ente, ha pochissimi utenti aventi diritto al Bonus rifiuti, considerato che il termine per l'approvazione del PEF 2026 e tariffe è fissato al 31/07/2026, quale soluzione ci consiglia?
1) emissione bonifico a favore dei aventi diritto al bonus tributi entro il 30/06/2026 ed emissione del ruolo tari dopo il 31/07/2026 mettendo come scadenze 31/08 - 31/10 e 31/12?
2) emissione acconto con 1 rata e bonus tributi entro il 30/06/2026 e saldo con conguaglio con scadenza 30/09 e 01/12?
3) altre soluzioni?
Rimaniamo in attesa di un Suo cortese riscontro.
Cordiali saluti
1) emissione bonifico a favore dei aventi diritto al bonus tributi entro il 30/06/2026 ed emissione del ruolo tari dopo il 31/07/2026 mettendo come scadenze 31/08 - 31/10 e 31/12?
2) emissione acconto con 1 rata e bonus tributi entro il 30/06/2026 e saldo con conguaglio con scadenza 30/09 e 01/12?
3) altre soluzioni?
Rimaniamo in attesa di un Suo cortese riscontro.
Cordiali saluti
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20 aprile 2026
Gentile Professore,
Le sottopongo una questione relativa ad un accertamento IMU, per la quale Le chiedo cortesemente un Suo parere.
Un contribuente, nel 2019, ha acquisito per successione un immobile accatastato A/3 e un’unità C/2, presentando regolare dichiarazione IMU.
Nel 2020 ha trasferito la propria residenza nell’immobile A/3, che è divenuto la sua abitazione principale, senza tuttavia presentare una nuova dichiarazione IMU.
Successivamente, il contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2020. In sede di riesame, egli sostiene che anche l’unità C/2 debba essere considerata pertinenza dell’abitazione principale e, pertanto, non soggetta a IMU.
Il nodo della questione riguarda il fatto che il contribuente non ha presentato una specifica dichiarazione IMU per comunicare il vincolo pertinenziale tra il C/2 e l’abitazione principale, mentre la residenza anagrafica risulta regolarmente registrata.
Alla luce di ciò, Le chiedo cortesemente un Suo parere in merito:
- alla necessità o meno dell'obbligo di presentazione della dichiarazione IMU in tale fattispecie;
- alla legittimità dell’avviso di accertamento emesso dal Comune.
La ringrazio anticipatamente.
Le sottopongo una questione relativa ad un accertamento IMU, per la quale Le chiedo cortesemente un Suo parere.
Un contribuente, nel 2019, ha acquisito per successione un immobile accatastato A/3 e un’unità C/2, presentando regolare dichiarazione IMU.
Nel 2020 ha trasferito la propria residenza nell’immobile A/3, che è divenuto la sua abitazione principale, senza tuttavia presentare una nuova dichiarazione IMU.
Successivamente, il contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2020. In sede di riesame, egli sostiene che anche l’unità C/2 debba essere considerata pertinenza dell’abitazione principale e, pertanto, non soggetta a IMU.
Il nodo della questione riguarda il fatto che il contribuente non ha presentato una specifica dichiarazione IMU per comunicare il vincolo pertinenziale tra il C/2 e l’abitazione principale, mentre la residenza anagrafica risulta regolarmente registrata.
Alla luce di ciò, Le chiedo cortesemente un Suo parere in merito:
- alla necessità o meno dell'obbligo di presentazione della dichiarazione IMU in tale fattispecie;
- alla legittimità dell’avviso di accertamento emesso dal Comune.
La ringrazio anticipatamente.
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17 aprile 2026
Buongiorno dott. Cava. Lo scrivente Comune ha approvato il bilancio di previsione 2026/2028 in data 06.03.2026 (il termine del 28 febbraio è stato porsticipato al 31 marzo); nella medesima seduta consiliare è stato approvato il prospetto delle aliquote IMU per l'anno 2026. In fase di caricamento dello stesso sul Portale del Federalismo Fiscale, mi viene segnalata ERRATA la data di adozione del provvedimento in quanto successiva al termine di legge. Nelll'ipotesi in cui la richiesta di pubblicazione venisse rigettata, posso ritrasmetterla indicando tra le "Eventuali ipotesi derogatorie rispetto ai termini di legge per l’approvazione e/o la trasmissione del Prospetto" l’opzione «Prospetto adottato nell’esercizio del potere di autotutela amministrativa ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990»?
Grazie
Grazie
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16 aprile 2026
Buonasera,
il comune vorrebbe acquisire un fondo per destinarlo a magazzino. L'idea è di fare un compromesso con cui il proprietario attuale, immette il comune nel possesso del fondo con contratto registrato ( ed utilizzare il fondo come rimessa per i mezzi del comune), per arrivare all'effettiva vendita tra 5 anni. Ai fini IMU, per questi 5 anni, chi sarà il soggetto passivo? il soggetto passivo di imposta è il possessore dell'immobile, o il titolare di diritto reale. Può configurarsi in questo caso dunque il Comune? nel ns regolamento IMu è prevista però l'esenzione da imposta per gli immobili posseduti dal Comune "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali". E' configurabile questa ipotesi? grazie
il comune vorrebbe acquisire un fondo per destinarlo a magazzino. L'idea è di fare un compromesso con cui il proprietario attuale, immette il comune nel possesso del fondo con contratto registrato ( ed utilizzare il fondo come rimessa per i mezzi del comune), per arrivare all'effettiva vendita tra 5 anni. Ai fini IMU, per questi 5 anni, chi sarà il soggetto passivo? il soggetto passivo di imposta è il possessore dell'immobile, o il titolare di diritto reale. Può configurarsi in questo caso dunque il Comune? nel ns regolamento IMu è prevista però l'esenzione da imposta per gli immobili posseduti dal Comune "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali". E' configurabile questa ipotesi? grazie
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14 aprile 2026
Buongiorno, avrei bisogno di un chiarimento in merito alla gestione di una specifica pratica di bonus sociale rifiuti.
Un contribuente era intestatario di un’utenza TARI nel 2025, ha presentato DSU ed è risultato beneficiario del bonus sociale rifiuti. L’importo del bonus, determinato in percentuale sulla TARI dovuta per l’anno 2025, è pari a 30 €.
L’utenza risulta però cessata il 26 gennaio 2026 e la TARI dovuta per il 2026 è stimata (ruolo in corso di formazione) in circa 6 €.
Il regolamento comunale delle entrate e il regolamento TARI prevedono che non si proceda al versamento quando l’importo annuo dovuto è pari o inferiore a 12 €.
La seguente casistica rientra in quelle trattate dall'articolo 12 dell'allegato A del TUBR?
In questo l'applicazione del bonus sociale, tenendo conto che l'importo della tari per il 2026 sarà al di sotto della soglia dei 12,00 € prevista dai regolamenti comunali, deve essere considerata positiva o negativa (le due possibilità date dal sistema di gestione del bonus da parte di SGATE)?
E, qualora l’esito dovesse essere negativo, tra le motivazioni messe a disposizione da SGATE è corretto utilizzare la voce “utenza TARI non presente”?
La ringrazio in anticipo per le sue risposte, cordiali saluti
Manca Mirko, Ufficio Tributi del Comune di Aritzo
Un contribuente era intestatario di un’utenza TARI nel 2025, ha presentato DSU ed è risultato beneficiario del bonus sociale rifiuti. L’importo del bonus, determinato in percentuale sulla TARI dovuta per l’anno 2025, è pari a 30 €.
L’utenza risulta però cessata il 26 gennaio 2026 e la TARI dovuta per il 2026 è stimata (ruolo in corso di formazione) in circa 6 €.
Il regolamento comunale delle entrate e il regolamento TARI prevedono che non si proceda al versamento quando l’importo annuo dovuto è pari o inferiore a 12 €.
La seguente casistica rientra in quelle trattate dall'articolo 12 dell'allegato A del TUBR?
In questo l'applicazione del bonus sociale, tenendo conto che l'importo della tari per il 2026 sarà al di sotto della soglia dei 12,00 € prevista dai regolamenti comunali, deve essere considerata positiva o negativa (le due possibilità date dal sistema di gestione del bonus da parte di SGATE)?
E, qualora l’esito dovesse essere negativo, tra le motivazioni messe a disposizione da SGATE è corretto utilizzare la voce “utenza TARI non presente”?
La ringrazio in anticipo per le sue risposte, cordiali saluti
Manca Mirko, Ufficio Tributi del Comune di Aritzo
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14 aprile 2026
Buongiorno,
Una cittadina risulta proprietaria di un fabbricato ad uso abitativo; tuttavia, dai dati catastali l’immobile risulta intestato pro quota (1/3 ciascuno) alla medesima, alla madre e al coniuge.
La cittadina sostiene che la madre non abbia alcun diritto di proprietà sull’immobile (e quindi non dovrebbe pagare IMU) e, a sostegno di tale affermazione, ha prodotto un contratto di compravendita del terreno, risalente al 1986 e regolarmente registrato ma non presente nella conservatoria on line, dal quale si evince che la proprietà del terreno era stata acquistata esclusivamente dalla stessa cittadina e dal coniuge.
La medesima sostiene, inoltre, che tale atto consenta di superare le risultanze catastali relative al fabbricato sopra richiamate, in quanto il catasto non ha valore probatorio in ordine alla titolarità del diritto di proprietà, attribuendo quindi prevalenza al predetto atto di compravendita riguardante il terreno rispetto ai dati catastali.
Come dovremo agire in questo caso? Noi abbiamo applicato ai coniugi l’esenzione per abitazione principale e alla madre abbiamo sempre chiesto negli anni il pagamento dell’Imu in quanto catastalmente risulta proprietaria di 1/3 del fabbricato ma non vi ha mai risieduto.
Una cittadina risulta proprietaria di un fabbricato ad uso abitativo; tuttavia, dai dati catastali l’immobile risulta intestato pro quota (1/3 ciascuno) alla medesima, alla madre e al coniuge.
La cittadina sostiene che la madre non abbia alcun diritto di proprietà sull’immobile (e quindi non dovrebbe pagare IMU) e, a sostegno di tale affermazione, ha prodotto un contratto di compravendita del terreno, risalente al 1986 e regolarmente registrato ma non presente nella conservatoria on line, dal quale si evince che la proprietà del terreno era stata acquistata esclusivamente dalla stessa cittadina e dal coniuge.
La medesima sostiene, inoltre, che tale atto consenta di superare le risultanze catastali relative al fabbricato sopra richiamate, in quanto il catasto non ha valore probatorio in ordine alla titolarità del diritto di proprietà, attribuendo quindi prevalenza al predetto atto di compravendita riguardante il terreno rispetto ai dati catastali.
Come dovremo agire in questo caso? Noi abbiamo applicato ai coniugi l’esenzione per abitazione principale e alla madre abbiamo sempre chiesto negli anni il pagamento dell’Imu in quanto catastalmente risulta proprietaria di 1/3 del fabbricato ma non vi ha mai risieduto.
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