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22 luglio 2026

Buongiorno Dott. Cava,
si sottopone alla Sua attenzione il seguente quesito.
Un immobile è di proprietà di due coniugi, ciascuno nella misura del 50%, in regime di comunione legale dei beni.
Nell'anno d'imposta 2021:
il marito risultava residente anagraficamente nel nostro Comune presso l'immobile in questione;
la moglie risultava residente anagraficamente in un diverso Comune.
Questo Ente ha notificato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2021, ritenendo non applicabile l'esenzione per abitazione principale, sulla base dell'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione (sentenze nn. 4166 e 4170 del 19 febbraio 2020 e n. 20130 del 24 settembre 2020), secondo cui l'esenzione IMU per l'abitazione principale non è applicabile ai coniugi con residenze diverse.
Si chiede di conoscere se tale accertamento possa ritenersi tuttora legittimo oppure se debbano trovare applicazione i principi affermati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 209/2022, la quale riconosce invece la possibilità che ciascun coniuge fruisca autonomamente dell'esenzione, purché sussistano, in capo allo stesso, i requisiti della residenza anagrafica e della dimora abituale nell'immobile.
In particolare, si chiede se la pronuncia della Corte costituzionale produca effetti anche con riferimento agli accertamenti IMU relativi all'annualità 2021 ancora pendenti e se, conseguentemente, l'avviso di accertamento debba essere annullato o riesaminato in autotutela, qualora risultino provati i requisiti richiesti dalla sentenza.
RingraziandoLa anticipatamente per il cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.
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15 luglio 2026

Nel 2010 con sentenza del tribunale un'abitazione di proprietà di entrambi i coniugi è stata assegnata alla moglie che ha continuato a viverci con i figli minorenni. Nel 2020 la sig.ra è deceduta e l'immobile per la sua quota di proprietà è stato ereditato dai figli, mentre il restante 50% è rimasto in carico all'ex marito.
Dal momento del decesso della sig.ra l'ex marito diventa soggetto passivo IMU per il suo 50% anche se nell'abitazione continuano a viverci solo i figli. E' corretto ? Grazie
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14 luglio 2026

Buongiorno,
il Comune ha inviato un avviso di accertamento Imu ad un contribuente che lo contesta per aver rinunciato all'eredità. Attraverso una visura ipotecaria, tramite il portale dei Servizi Telematici dell'Agenzia delle Entrate, però l'ufficio non ha potuto riscontrare la presenza di trascrizioni di rinuncia da parte degli eredi, che invece hanno presentato un documento notarile di rinuncia (con timbro di registrazione). il Comune ha altresì richiesto ai presunti eredi rinunciatari se è stato nominato il curatore dell'eredità giacente. Il Comune può annullare l'avviso di accertamento?Il Comune che ulteriori verifiche può/deve effetturare per verificare tale rinuncia?
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14 luglio 2026

Buogiorno, la presentazione di un verbale di conciliazione giudiziale del tribunale, in cui viene stabilita di comune accordo divisione dei beni è sufficiente a veriare il possesso? In catasto risultano ancora con le precedenti percentuali di possesso. Possimo attribuire le quote secondo suddetto verbale? o il contribuente deve fare altro?
Grazie
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13 luglio 2026

Gent.mi
abbiamo emesso un avviso di accertamento IMU per un area fabbricabile che in catasto risulta ancora intestata al contribuente destinatario dell'Avviso. Il contribuente ci presenta istanza di annullamento del suddetto avviso contestando il mancato possesso dell'area, sebbene catastalmente la stessa risulti allo stesso intestata. Da verifiche d'ufficio risulta che effettivamente 20 anni fa il Comune espropriò quell'area senza perfezionare la voltura in catasto. Alla luce di quanto sopra, l'Ufficio Tributi può annullare l'avviso di accertamento, salvo poi demandare all'Ufficio Tecnico eventuali atti di competenza - ovvero aggiornamenti catastali?
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08 luglio 2026

Buongiorno,
si chiede un parere in merito alla procedura di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dell'ente, con particolare riferimento ai crediti derivanti dai servizi di trasporto scolastico e mensa scolastica.
Nello specifico, si domanda se, prima dell'emissione e della notifica dell'avviso di accertamento esecutivo, sia obbligatorio inviare al debitore un sollecito di pagamento formalmente notificato, oppure fare un unico atto di sollecito/accertamento che diverrà esecutivo trascorsi 30 gg dalla notifica.
Grazie
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06 luglio 2026

Un contribuente ha pagato l'IMU nel 2021 sulla base di una rendita catastale proposta con doc-fa. Nel 2022 l'agenzia delle entrate ha rettificato in aumento tale rendita effettuando la notifica dell'atto rettificativo della rendita nel corso del 2022; l'ufficio ha pertanto emesso un avviso di accertamento IMU per il 2021 richiedendo al contribuente la differenza del tributo oltre a sanzioni e interessi. Il contribuente ha chiesto l'annullamento in autotutela dell'atto ai sensi dell'art.74, comma1, legge 342/2000 che prevede che gli atti modificati o rettificativi della rendita catastale decorrono a far data dalla notificazione.
Il D.M che disciplina la procedura Doc-fa prevede però che le rendite proposte dalla parte sono sempre rendite provvisorie suscettibili di modifica da parte del Catasto.
A Vostro parere l'ufficio deve annullare l'atto ? Grazie
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05 luglio 2026

Il Comune di Segariu ha elaborato, entro il 30/06/2026, il ruolo TARI relativo all'anno d'imposta 2026.
Nei documenti di riscossione è stato riconosciuto il Bonus TARI ai beneficiari comunicati da SGATE, nel rispetto delle disposizioni impartite da ARERA.
Gli unici bonus calcolati/quantificati ma non portati in detrazione nel ruolo TARI 2026 riguardano un beneficiario trasferito in altro comune durante il 2025 e due beneficiari deceduti nel corso del 2025 (uno nel mese di settembre e l'altro alla fine di dicembre). Le utenze a questi ultimi intestate sono state volturate, con decorrenza 1° gennaio 2026, a favore di eredi che non appartengono al medesimo nucleo familiare risultante dalla DSU/ISEE.
Le più recenti istruzioni ARERA, in merito alla cessazione per decesso dell'intestatario della TARI dopo la presentazione della DSU, prevedono:
“Se l’utenza domestica resta attiva dopo il decesso dell’intestatario e l’utenza viene volturata a un soggetto che non appartiene al nucleo ISEE agevolabile, il bonus viene quantificato ed erogato solo con riferimento ai mesi in cui il beneficiario era in vita. In SGAte si restituisce esito Cessata, importo calcolato e non si indica l’indirizzo di una nuova abitazione.
NOTA BENE. Il bonus è una prestazione sociale legata al nucleo agevolabile e non viene inserita nell’asse ereditario dopo il decesso del soggetto agevolabile. Se il nucleo ISEE è composto da un unico soggetto che, dopo la presentazione della DSU viene a mancare, il bonus cessa di maturare nei mesi successivi al decesso."
Alla luce di quanto sopra, si chiede se il Comune abbia operato correttamente nel non riconoscere il Bonus TARI nel ruolo TARI 2026 agli eredi che hanno volturato l’utenza dal 01.01.2026, in quanto non appartenenti al nucleo ISEE del beneficiario.
Il punto che genera il dubbio è l'espressione "il bonus viene quantificato ed erogato" che sembrerebbe implicare un pagamento. Tuttavia, la stessa pagina precisa subito dopo che "non viene inserita nell'asse ereditario".
Se il nucleo ISEE è composto da una sola persona deceduta e non esiste alcun componente superstite del nucleo, non esiste un soggetto legittimato a ricevere materialmente l'erogazione del bonus nel ruolo TARI 2026 o con bonifico domiciliato. A meno che nel 2026 sia stato emesso il ruolo TARI per l’anno d’imposta 2025.
Si chiede, inoltre, se il bonus maturato dai beneficiari deceduti debba considerarsi definitivamente non erogabile e, pertanto, non debba essere liquidato ad alcun soggetto, né dal Comune né da CSA.
Il Responsabile del procedimento
Elsia Scano
Ufficio Ragioneria
0709305011 - int.5
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03 luglio 2026

Un contribuente è proprietario di un immobile che, con sentenza di divorzio risalente al 2012 (che sarà acquisita agli atti), riferisce essere stato assegnato all'ex coniuge quale casa familiare, in presenza della figlia allora convivente.
Si rappresenta inoltre che:
- Il proprietario ha mantenuto la residenza anagrafica nell'immobile fino a settembre 2025, pur riferendo di non dimorarvi abitualmente sin dal 2012. Conseguentemente, fino a tale data l'immobile non è stato assoggettato a IMU in quanto considerato abitazione principale del proprietario;
- l'ex coniuge ha continuato ad abitare l'immobile;
- la figlia, per la quale era stata disposta l'assegnazione, è oggi trentaduenne e presumibilmente economicamente autosufficiente.
Si chiede di conoscere:
- se, in presenza della sentenza di assegnazione della casa familiare, il soggetto passivo IMU debba ritenersi il coniuge assegnatario fin dalla data del provvedimento, indipendentemente dal mantenimento della residenza anagrafica del proprietario nell'immobile;
- se il venir meno, nel tempo, della condizione della figlia (ormai maggiorenne e presumibilmente autosufficiente) produca effetti ai fini IMU in assenza di un successivo provvedimento giudiziale di revoca o modifica dell'assegnazione della casa familiare.
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03 luglio 2026

Buongiorno, un contribuente fa richiesta di esenzione totale Tari per assenza di allacci ad utenze attivi, e fornisce documentazione fotografica che attesta che l'immobile è privo anche di arredi.
In seguito alla sentenza della Corte di Cassazione n.11130 del 28/04/2021, la quale è intervenuta in merito al significato di suscettibilità di un immobile a produrre rifiuti, si afferma che il tributo è dovuto indipendentemente dal fatto che sia inutilizzato e privo di allacciamenti, considerandolo, pertanto, soggetto a tassazione, salvo la dimostrazione di inidoneità alla produzione di rifiuti quali ad es. inagibilità/inabitabilità.
Il dubbio però sorge dal momento che il nostro Regolamento Tari, con l'art. 5 individua come locali soggetti al tributo quelli predisposti all'uso, considerando tali le abitazioni dotate di almeno un'utenza attiva o di arredamento, e con l'art. 6 comma 2, lett. D stabilisce che non sono soggette al tributo le unità immobiliari domestiche che risultino chiuse, inutilizzate e prive di qualsiasi allacciamento ai pubblici servizi, purché tale circostanza sia confermata da idonea documentazione.
Tutto ciò premesso, vorrei capire se la sola sentenza della Corte di Cassazione, seppur interpretazione consolidata, legittima l’ufficio a tassare comunque l’immobile come deposito, o se devo tener conto del nostro Regolamento, che con l’art.6, sopra citato, considera, come obiettiva condizione di non utilizzabilità, che l’immobile sia chiuso, privo di allacciamenti e privo di arredi purchè documentato, anche senza necessariamente trovarsi in stato di inagibilità.
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02 luglio 2026

Buongiorno, una contribuente nel pagamento della TARI 2022 ha erroneamente indicato il codice del nostro ente per la quota TEFA, chiede che venga trasferita al suo comune senza mandare nessuna richiesta alla nostra Provincia. Potrei cortesemente conoscere la procedura corretta? La somma è stata introitata dal nostro ente ma il trasferimento deve essere fatto alla loro Provincia oppure al Comune?
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02 luglio 2026

Buongiorno, gli inviti al contraddittorio IMU possono essere inviati solo con raccomandata A/R?
Grazie
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Le domande sono rese pubbliche in forma spersonalizzata senza, quindi, indicare il comune che ha posto il quesito.
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