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Banca dati quesiti

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11 giugno 2026

Buongiorno Dott. CAVA,
a seguito di decesso di intestatari di utenze TARI, gli eredi di alcuni contribuenti non hanno presentato la dichiarazione.
Nel caso di residenti, il regolamento prevede: “Nel caso in cui in un nucleo familiare sopraggiunga il decesso dell’intestatario dell’utenza, si procede d’ufficio a intestare l’utenza al componente che subentra come intestatario della scheda anagrafica”
Nel caso di contribuenti non residenti, dei quali l’Ente è a conoscenza dei dati anagrafici e residenze dei coniugi superstiti, è corretto inserire d’ufficio il coniuge come intestatario dell’utenza, anche se non è residente nel nostro comune?
Ove si possa procedere in tal senso, quale può essere il tenore della disposizione regolamento.
La ringrazio, buona giornata
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10 giugno 2026

A differenza della rottamazione quinquies, la quale prevede come termine ultimo per la deliberazione il 30.06.2026, per quanto riguarda la Definizione agevolata locale (L.199/2025) deliberabile discrezionalmente dal Comune, quali sono i termini di adesione (approvazione regolamento) per l'annualità 2026? é corretto considerare il termine ultimo scaduto in data 31.03.2026?
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10 giugno 2026

Buongiorno, in che modo bisogna operare in presenza di una DSU intestata ad un soggetto non intestatario di utenza Tari senza alcun codice fiscale collegato, ma che di fatto sia anagraficamente sia nella posizione Tari, risulta risiedere nell'abitazione della madre. E' giusto applicare il bonus all'utenza intestata alla madre che però non risulta nella DSU? Grazie per l'attenzione. Saluti
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10 giugno 2026

Un soggetto proprietario di terreni agricoli, non qualificato come coltivatore diretto né IAP, concede i terreni in comodato (o in affitto) a un coltivatore diretto che li conduce direttamente.
Il proprietario ha richiesto il riconoscimento dell'esenzione IMU prevista per i terreni agricoli.
L'ufficio ritiene che l'esenzione non spetti, in quanto i requisiti del possesso e della conduzione devono coesistere in capo al medesimo soggetto qualificato (CD o IAP) e non risultano soddisfatti nel caso di specie. Nel caso prospettato, il proprietario, pur essendo soggetto passivo IMU in quanto possessore del terreno, non possiede la qualifica soggettiva richiesta dalla norma e non conduce direttamente il fondo, mentre il comodatario coltivatore diretto, pur conducendo il terreno, non ne è possessore ai fini IMU.
Si chiede conferma di tale interpretazione ed eventuali riferimenti normativi, di prassi o giurisprudenziali che abbiano chiarito il trattamento IMU dei terreni agricoli concessi in comodato o locazione a coltivatori diretti da proprietari privi della qualifica di CD o IAP.
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08 giugno 2026

Un contribuente possiede 5 immobili nessuno dei quali risulta essere abitazione principale. Accatastati tutti in maniera separata con mappale e rendita distinti ma uniti di fatto con la dicitura “Porzione di U.i.U unita di fatto con quella del foglio….. mapp. N. 1 – 2 – 3. Rendita attribuita alla porzione di U.i.U ai fini fiscali”. E’ giusto calcolare l’imposta IMU su ogni singola rendita contando di fatto gli immobili come se al catasto non fossero uniti ai fini fiscali? Diversamente, come si dovrebbe agire? Grazie.
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08 giugno 2026

Si chiede conferma del corretto trattamento IMU nel seguente caso.
Coniugi non separati legalmente, comproprietari al 50% dell'abitazione familiare. La moglie ha lasciato l'immobile, ha acquistato una nuova abitazione come prima casa in un altro Comune e vi ha trasferito la residenza anagrafica e la dimora abituale. Non esiste alcun provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare.
Si chiede se la moglie possa beneficiare dell'esenzione IMU sia sulla nuova abitazione sia sulla quota del 50% dell'ex casa coniugale, oppure se quest'ultima debba essere assoggettata a IMU come altro fabbricato.
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05 giugno 2026

Buongiorno Dott. Cava,
L’Ufficio ha verificato che non sarà possibile elaborare le bollette TARI 2026 entro il 30/06/2026.
Di conseguenza, entro tale data non risulta praticabile l’erogazione del bonus sociale rifiuti mediante accredito in bolletta.
Considerando quanto sopra, si rende necessario procedere con l’erogazione del beneficio tramite rimessa diretta.
Vorremo gentilmente sapere:
1. Quali adempimenti debbano essere posti in essere dall’ente per l’erogazione del bonus mediante rimessa diretta;
2. Se sia necessario inviare una comunicazione ai contribuenti beneficiari per informarli del riconoscimento del bonus e delle modalità di erogazione;
3. Se la scelta della specifica modalità di rimessa diretta (bonifico, mandato di pagamento, assegno o altra forma) sia rimessa all’autonomia dell’Ente oppure debba essere adottata una procedura predeterminata.

Ringraziando per la collaborazione, resto in attesa, di un cortese riscontro.

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04 giugno 2026

Una contribuente è deceduta da alcuni anni. La TARI dell'immobile in cui viveva risulta ancora intestata alla stessa. Nell'immobile continua a risiedere una delle figlie, mentre la successione non è ancora stata presentata.

Alcune delle figlie si sono presentate presso l'Ufficio Tributi chiedendo informazioni sulla posizione TARI intestata alla madre deceduta e, in particolare, se il tributo risulti pagato o meno negli anni successivi al decesso, in quanto temono di poter essere chiamate a rispondere di eventuali insoluti quali eredi.

Si chiede se, in assenza di successione e considerato che l'utenza risulta ancora intestata alla contribuente deceduta, l'Ufficio possa comunicare agli altri figli/eredi le informazioni relative allo stato dei pagamenti della posizione TARI oppure se tali informazioni debbano essere considerate riservate e conoscibili esclusivamente dal soggetto che occupa l'immobile.

Si chiede inoltre se la qualifica di erede, ancorché non ancora formalizzata mediante dichiarazione di successione, sia sufficiente a legittimare l'accesso a tali informazioni.
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04 giugno 2026

Buongiorno, a seguito della riforma (D.L. 19/2026), che ha previsto la presentazione al suap di una scia corredata da asseverazione tecnica per l'installazione di un impianto pubblicitario, chiediamo se possibile un suo riscontro su come dovrebbe gestire la novità l'ufficio tributi. Nel senso: l'avviso di pagamento per esposizione pubblicitaria ( che prima veniva elaborato contestualmente al rilascio dell'autorizzazione) adesso dovremmo emetterlo sulla base dei dati presenti sulla scia e a seguito della sua presentazione ( anche se il Suap ha 60 gg per verificare la regolarità dell'istallazione) oppure solo al termine dei 60 gg senza che siano state sollevate dal suap criticità sull'installazione o senza che sia stato disposta la eventuale rimozione per irregolarità? Nel caso si emettesse un avviso di pagamento a seguito della presentazione della scia, si potrebbe anche incorrere in casi in cui l'ufficio poi si ritrovi ad emettere rimborsi per installazioni non a norma e rimosse..... Ringraziamo per il suo parere Cordiali saluti
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04 giugno 2026

BUongiorno,
un contribuente ha acquistato un immobile e lo ha dato in comodato uso gratuito ad una fondazione per svolgerci attività legata alla fondazione stessa (scopi benefici senza lucro). Il contribuente ha presentato all'ufficio il contratto di comodato, la registrazione di questo e una dichiarazione IMU in cui indica l'esenzione IMU per "immobile dato in comodato gratuito ad ente non commerciale esclusivamente per l'esercizio dei rispettivi scopi istituzionali o statutari" ( previsione contenuta nel regolamento del Comune all'articolo "esenzioni".) E' configurabile a suo avviso l'esenzione oppure ci sono ulteriori requisiti da considerare affinchè possa essergli riconosciuta o negata? grazie
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04 giugno 2026

Buongiorno
devo gestire un caso di abuso edilizio: gli immobili in questione sono stati demoliti nell'anno 2022 (fonte ufficio tecnico comunale), ma l'aggiornamento DOCFA non è ancora presente; mi preme specificare che l'area su cui insistevano gli immobili non è edificabile da CDU acquisito.
La mia domanda è: dal momento che il contribuente ha presentato dichiarazione IMU in data odierna, posso cessare gli immobili alla data di demolizione, ovvero considerare la dichiarazione retroattiva?
Grazie per la sempre cortese attenzione
Cordiali saluti
Enrica Mangiavacchi
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28 maggio 2026

Buongiorno,
abbiamo un fabbricato che risultava cat. A4 vani 3 sino al mese di febbraio 2026.
Sicuramente si riferiva alla situazione di quel fabbricato negli anni 50.
Negli anni 70/80 su quel lotto (unico lotto) è stato edificato un'altra parte di fabbricato su vari piani.
Non è mai stata presentata una variazione catastale.
L'immobile era di proprietà di un anziana, che aveva in quell'immobile la residenza e la stessa anziana .
Su quell'immobile il comune non ha mai emesso nessun avviso di accertamento.
Ora in seguito al suo decesso a Agosto 2025, gli eredi a febbraio 2026 hanno presentato una variazione catastale per ampliamento, divisione e diversa distribuzione degli spazi. Da questa variazione hanno avuto origine 4 unità immobiliari. Gli eredi si sono presentati all'ufficio tributi per regolare la posizione da agosto 2025 a febbraio 2026.
Si chiede, come dobbiamo comportarci in questo caso? Sino alla data di decesso della signora, l'immobile era esente perché abitazione principale della proprietaria. E tutto il resto devo fargli pagare il valore dell'area edificabile? Dovrei accertare anche gli ultimi 5 anni allo stesso modo?
Altro particolare da vari anni il sindaco era l'amministratore di sostegno dell'anziana signora.
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Banca dati quesiti pubblici
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Le domande sono rese pubbliche in forma spersonalizzata senza, quindi, indicare il comune che ha posto il quesito.
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