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24 giugno 2026

Buongiorno Dott. Cava, stiamo predisponendo l'invio degli avvisi di pagamento Tari in acconto. Tra gli utenti che hanno diritto al bonus ce ne sono due che hanno cessato l'utenza a febbraio 2026 e si sono trasferiti (nella loro DSU non ci sono cod.fiscali collegati), per cui l'importo del rimborso è più alto del tributo dovuto. La procedura, nonostante siano stati estratti come "processati" tra gli aventi diritto al bonus, non applica il rimborso e il loro avviso viene stampato con l'importo lordo dovuto per i primi due mesi del 2026. I tecnici della società che gestisce i nostri programmi dicono che quando c'è incapienza è CSEA che provvede al rimborso, è corretto? O è un limite del programma? Grazie per l'attenzione.
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23 giugno 2026

Buongiorno,
ho due casistiche:
1) siamo usciti con l'acconto tari 2026 e abbiamo erogato il bonus sociale agli aventi diritto. Un contribuente è stato escluso dall'erogazione sul 2026 perchè non in regola coi pagamenti. Ieri ha sanato tutta la sua posizione contributiva. Posso erogare bonus sul saldo 2026 che uscirà nei prossimi mesi?
2) un contribuente dice di avere tutti i requisiti per il bonus sociale, presenta tutti gli anni ISEE che è paria zero e che tutte le condizioni per ottenere il bonus sono rispettate. Di fatto però il nominativo non è presente nel flusso che ho scaricato da SGATE. Vuole da me spiegazioni che non ho e non so dare. Dove devo indirizzarlo?
Ringrazio e porgo cordiali saluti
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19 giugno 2026

Buongiorno, nel caso di Comuni aderenti a Unione di Comuni alla quale siano state conferite le funzioni relative alla gestione del servizio rifiuti e della riscossione TARI, con i relativi capitoli di spesa (gestione del servizio) e di entrata (riscossione del tributo) iscritti nel bilancio dell'Unione, a quale ente spetta la competenza per l'approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) e delle tariffe TARI?
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17 giugno 2026

Buongiorno,
il Comune di Segariu ha provveduto all'elaborazione dei Bonus TARI. Avrei bisogno di un chiarimento in merito ad alcuni casi particolari che presentano dubbi interpretativi ai fini dell'attribuzione del beneficio.
CASO 1
Sono presenti nuclei familiari beneficiari del Bonus Sociale Rifiuti sulla base della DSU ricevute, che tuttavia non risultano intestatari di alcuna utenza TARI. Tali nuclei convivono infatti all'interno dello stesso immobile con un altro nucleo anagrafico (ad esempio quello dei genitori), al quale è intestata l'unica utenza TARI relativa all'abitazione.
L'utenza TARI consta di un numero di occupanti corrispondente alla somma dei componenti dei due nuclei anagrafici conviventi.
In tale situazione, il Bonus Sociale Rifiuti riconosciuto al nucleo beneficiario, ma non intestatario dell'utenza TARI, può essere attribuito all'intestatario della denuncia TARI relativa all'immobile?
In caso di risposta affermativa, si chiede inoltre quale sia il criterio da adottare per la quantificazione del beneficio. In particolare, il bonus deve essere calcolato sull'intero importo della TARI riferita all'utenza intestata al soggetto terzo, comprensiva di tutti gli occupanti dell'immobile, oppure deve essere determinata una quota riferibile esclusivamente al nucleo familiare beneficiario del bonus? In quest'ultimo caso, quali modalità operative devono essere utilizzate per la corretta determinazione della quota agevolabile?
CASO 2
È presente un nucleo familiare beneficiario del Bonus Sociale Rifiuti sulla base della DSU ricevuta, al quale non risulta intestata alcuna utenza TARI.
Il nucleo occupa un immobile di proprietà del genitore. Per tale immobile, l'utenza TARI è intestata allo stesso genitore, il quale ha richiesto a suo tempo all'Ufficio Tributi di mantenere a proprio nome la posizione tributaria, pur non occupando direttamente l'immobile, in quanto proprietario dello stesso era intenzionato a sostenere personalmente il pagamento della TARI. Il medesimo soggetto risulta inoltre intestatario anche dell'utenza TARI relativa alla propria abitazione di residenza.
In tale situazione, considerato che il nucleo occupante l'immobile è beneficiario del Bonus Sociale Rifiuti ma non è intestatario della relativa utenza TARI, il beneficio può essere riconosciuto e attribuito all'intestatario della denuncia TARI riferita all'immobile occupato dal nucleo beneficiario?
CASO 3
È presente un soggetto che costituisce un nucleo familiare monocomponente beneficiario del Bonus Sociale Rifiuti sulla base della DSU ricevuta, al quale non risulta intestata alcuna utenza TARI.
Il soggetto risiede, presso un immobile occupato e dichiarato ai fini TARI da un altro soggetto che ne ha anche la proprietà, anch'esso appartenente a un nucleo familiare monocomponente. L'utenza TARI relativa all'immobile è intestata a quest'ultimo ed è correttamente parametrata a due occupanti, tenendo conto della presenza di entrambi i residenti.
In tale situazione, considerato che il beneficiario del Bonus Sociale Rifiuti non è intestatario dell'utenza TARI ma risulta regolarmente residente nell'immobile cui il tributo si riferisce, il beneficio può essere riconosciuto e attribuito all'intestatario dell'utenza TARI relativa all'abitazione?
In caso affermativo, si chiede inoltre se il bonus debba essere applicato integralmente all'utenza in questione oppure se debba essere determinata una quota di agevolazione riferibile esclusivamente al nucleo beneficiario.


Ringrazio anticipatamente per il chiarimento
Cordiali saluti.

Il Responsabile del Procedimento
Scano Elisa
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17 giugno 2026

Buongiorno, le espongo il seguente quesito: Tre immobili C/6 in Comune montano, privi di allacci, in parziale degrado, senza annotazione di ruralità (come da visura catastale), che potrebbero risultare pertinenze di un fondo agricolo. Contribuente A (12%) e Contribuente B (12%) sono intestatari catastali senza contratti tra loro. B utilizza di fatto gli immobili per attività agricola, ma non è accertata la sua qualifica di IAP o coltivatore diretto. In tale scenario: l'eventuale pertinenzialità accertata a un fondo agricolo, in assenza di annotazione di ruralità, può determinare l'esenzione IMU per entrambi i contribuenti o solo per B? E per la quota di A, privo di qualsiasi collegamento con l'attività agricola, l'obbligo IMU permane comunque?
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17 giugno 2026

Un contribuente mi ha posto il seguente quesito: il padre è proprietario al 100% di un'abitazione che cede in comodato d'uso alla figlia. La figlia è proprietaria, al 50% con il marito, dell'area adiacente. In accordo con il geometra intendono graffare l'area all'abitazione principale per renderla pertinenza. Per l'area come verrà calcolata l'imposta? Grazie
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16 giugno 2026

Buongiorno, sottopongo la seguente situazione in tema IMU.
Un contribuente nel Gennaio 2025 ha presentato Docfa con cui ha RIUNITO due distinte unità immobiliari. Dunque per l'anno 2025 lui non ha pagato IMU in quanto abitazione principale. POI l'agenzia delle entrate a Febbraio 2026 ha notificato al contribuente un avviso di accertamento con cui ha diviso nuovamente le due unità immobiliare. Dunque ai fini imu, una è da considerarsi prima casa e l'altra immobile a disposizione. DOMANDA: l'accertamento effettuato dall'agenzia delle entrate ha efficacia retroattiva?? oppure per il 2025 fa fede il DOcfa e dunque è corretto che il contribuente abbia beneficiato dell'esenzione IMU in quanto unica unità immobiliare? Se fosse retroattivo il contribuente dovrebbe pagare IMU per il 2025 sulla seconda unità immobiliare??
Grazie.

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12 giugno 2026

Abbiamo notificato contraddittori imu 2021 a tre fratelli (ad ognuno 1/3), per delle aree edificabili che però, al catasto, risultano ancora intestate ai genitori deceduti nel 2019. Ad oggi non è ancora stata fatta la successione.
Uno dei fratelli ci ha comunicato che in realtà i fratelli sono 8 e non 3 come invece pensavamo (desunto da un certificato storico di stato di famiglia del comune dove risiedevano i genitori) e che comunque le divisioni non sono ancora state fatte.
Sono completamente sbagliati i contraddittori da noi emessi? Come dobbiamo comportarci ora? Dobbiamo annullarli in autotutela e riemettere 8 contraddittori nominativi in quote uguali o un unico accertamento a “eredi di…”?
Grazie e cordiali saluti
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11 giugno 2026

Buongiorno Dott. CAVA,
a seguito di decesso di intestatari di utenze TARI, gli eredi di alcuni contribuenti non hanno presentato la dichiarazione.
Nel caso di residenti, il regolamento prevede: “Nel caso in cui in un nucleo familiare sopraggiunga il decesso dell’intestatario dell’utenza, si procede d’ufficio a intestare l’utenza al componente che subentra come intestatario della scheda anagrafica”
Nel caso di contribuenti non residenti, dei quali l’Ente è a conoscenza dei dati anagrafici e residenze dei coniugi superstiti, è corretto inserire d’ufficio il coniuge come intestatario dell’utenza, anche se non è residente nel nostro comune?
Ove si possa procedere in tal senso, quale può essere il tenore della disposizione regolamento.
La ringrazio, buona giornata
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10 giugno 2026

A differenza della rottamazione quinquies, la quale prevede come termine ultimo per la deliberazione il 30.06.2026, per quanto riguarda la Definizione agevolata locale (L.199/2025) deliberabile discrezionalmente dal Comune, quali sono i termini di adesione (approvazione regolamento) per l'annualità 2026? é corretto considerare il termine ultimo scaduto in data 31.03.2026?
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10 giugno 2026

Buongiorno, in che modo bisogna operare in presenza di una DSU intestata ad un soggetto non intestatario di utenza Tari senza alcun codice fiscale collegato, ma che di fatto sia anagraficamente sia nella posizione Tari, risulta risiedere nell'abitazione della madre. E' giusto applicare il bonus all'utenza intestata alla madre che però non risulta nella DSU? Grazie per l'attenzione. Saluti
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10 giugno 2026

Un soggetto proprietario di terreni agricoli, non qualificato come coltivatore diretto né IAP, concede i terreni in comodato (o in affitto) a un coltivatore diretto che li conduce direttamente.
Il proprietario ha richiesto il riconoscimento dell'esenzione IMU prevista per i terreni agricoli.
L'ufficio ritiene che l'esenzione non spetti, in quanto i requisiti del possesso e della conduzione devono coesistere in capo al medesimo soggetto qualificato (CD o IAP) e non risultano soddisfatti nel caso di specie. Nel caso prospettato, il proprietario, pur essendo soggetto passivo IMU in quanto possessore del terreno, non possiede la qualifica soggettiva richiesta dalla norma e non conduce direttamente il fondo, mentre il comodatario coltivatore diretto, pur conducendo il terreno, non ne è possessore ai fini IMU.
Si chiede conferma di tale interpretazione ed eventuali riferimenti normativi, di prassi o giurisprudenziali che abbiano chiarito il trattamento IMU dei terreni agricoli concessi in comodato o locazione a coltivatori diretti da proprietari privi della qualifica di CD o IAP.
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Le domande sono rese pubbliche in forma spersonalizzata senza, quindi, indicare il comune che ha posto il quesito.
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