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06 marzo 2019

Un contribuente che continua, per opportunità, ad avere la residenza nell'immobile oggetto d'imposta, ha dato in locazione parziale parte dello stesso immobile. La situazione è venuta alla ribalta solo perché l'affittuaria è venuta a richiedere la residenza anagrafica dichiarando di occupare l'immobile con regolare contratto dal 2016 che ho verificato personalmente.
E' giusto che il proprietario "residente" paghi l'Imu? Posso di conseguenza anche accertarlo per il 2016 e 2017?
Ringrazio e porgo cordiali saluti
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06 marzo 2019

Con dichiarazione IMU 2014 una società immobiliare che possiede un fabbricato commerciale come bene merce dichiara di averlo locato da gennaio a ottobre 2014. Non ha pagato l’imu 2014.
Allora notifico un accertamento IMU anno 2014 datato il 12/10/2018 e ricevuto dalla società con cartolina r/r il 30/10/2018
Il 27/12/2018 il loro avvocato presenta istanza di accertamento con adesione in quanto sostengono di dover pagare solo per il periodo di competenza (10 mesi – gennaio /ottobre) mentre io ho emesso avviso di accertamento per 12 mesi.
In data 04/01/2019 ho notificato alla società e all'avvocato una comunicazione nella quale dichiaro di non voler instaurare il contraddittorio in quanto il ricorso all'accertamento con adesione esclude dal campo applicativo tutte le questioni di “diritto” e tutte le fattispecie nelle quali l’obbligazione tributaria è determinabile sulla base di elementi certi.
La norma mi sembra abbastanza chiara: gli immobili per essere beni merce non devono essere “in ogni caso locati” escludendo così, ogni caso di locazione e utilizzazione, anche temporanea da parte dell’impresa.
La domanda è: quando scadono i termini per poter notificare la comunicazione di iscrizione a ruolo e successivamente (se non pagano) elaborare il coattivo?
Ringrazio e porgo cordiali saluti
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06 marzo 2019

Una immobiliare ha costruito un complesso residenziale molto grande. Non ha mai versato l'IMU ma ogni anno presenta dichiarazione con la quale indica quali sono gli immobili merce esenti e quali quelli dati in locazione. Ogni anno, dal 2012 si emettono avvisi di accertamento (che non hanno mai pagato e al momento non sono ancora andati a ruolo coattivo). In questo periodo sto lavorando sugli accertamenti 2015 e intanto che predisponevo l'atto di questa immobiliare abbiamo saputo che questa è fallita. Lo abbiamo saputo per vie traverse e solo perché hanno organizzato degli open day a favore delle persone interessate agli immobili che andranno all'asta.
Le domande sono due:
1) chi è che deve chiedere al Comune di insinuarci nel passivo? Altre ditte sono fallite nel nostro territorio e i curatori fallimentari non ci hanno avvisati, scoprendolo solo a cose fatte.
C'è un modo per verificare autonomamente ed eventualmente fare richiesta di insinuazione?

La seconda domanda è questa: se riusciamo a insinuarci nel passivo di questa immobiliare, cosa posso richiedere? Sicuramente gli accertamenti emessi fino a ora (il 2012, e il 2013, 2014 che tengono conto anche delle esenzioni per bene merce) ma per quello del 2015, che non ho ancora fatto, posso evitare di considerare i beni merce visto che sono in fallimento e tassare quindi tutti gli immobili?
Ringrazio e porgo cordiali saluti
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06 marzo 2019

Una nostra contribuente porta via la residenza nel 2013 e vende nel 2015 e in assenza di comunicazioni e di versamenti riceve accertamento imu 2013 (poi avrebbe ricevuto anche il 2014 e parte del 2015). Al ricevimento dell'atto, la contribuente presenta documentazione dalla quale si evince che il suo immobile è stato oggetto di confisca e sequestro fino al 2015 quando l'immobile è stato venduto ad altro contribuente. Chi dovrebbe pagare il tributo nel periodo di confisca del bene? Chi avrebbe dovuto dichiarare la condizione di sequestro dell'immobile?
Ringrazio e porgo cordiali saluti
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05 marzo 2019

Il nostro ha adottato le aliquote:
- IMU: 4 a.p. e 7,6 per mille altri fabbr. + aree - con delibera 20/2015
- TASI: 1.5 abitazione princip. e 2.5 per mille altri fabb+aree - con delibera 19/2015.
Le stesse aliquote sono state confermate fino al 2018 in virtù di quanto disposto dall'art. 1 comma 26 della legge n. 208/2015 che ha bloccato gli aumenti delle aliquote dei tributi fino al 31/12/2018.
Con la finanziaria 2019, non c’è un comma dove esplicitamente si dice che si possono aumentare le aliquote IMU e TASI, mi sembra di aver capito che non e' stato semplicemente prorogato al 2019 il comma 26 precedente.
Mentre per la TASI, qualora deliberata già in precedenza, è possibile anche per il 2019 mantenere la maggiorazione dello 0.8 per mille.
La questione che volevo sottoporre alla sua attenzione è la seguente:
Il nostro comune può aumentare le aliquote imu e tasi sui fabbricati diversi dall'abitazione principale? Considerato che ad oggi la somma tra IMU e TASI è pari a 10.10? portando, ad esempio : IMU a 7,9 e TASI a 2.7 così che la loro somma non supera il 10,6?
In attesa di un suo prezioso chiarimento, saluto distintamente
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05 marzo 2019

Un contribuente ha chiesto il riversamento in favore di altro comune di una somma versata erroneamente al comune scrivente. Ha allegato alla richiesta copia della quietanza di versamento, probabilmente estratta dal cassetto fiscale. Tale documento indica come codice Ente quello del Comune scrivente e l'importo richiesto a rimborso risulta essere stato accreditato al Comune scrivente. Non sappiamo se il versamento sia avvenuto on-line o tramite F24 cartaceo. Nel caso in cui l'F24 indichi erroneamente un codice ente errato (perché ha sbagliato il contribuente) il Comune è tenuto ad effettuare il riversamento, ma nel caso in cui l'F24 sia corretto ma l'intermediario abbia erroneamente digitato un codice ente diverso rispetto a quello indicato nell'F24 presentato dal contribuente, è l'intermediario a dover agire facendo apposita richiesta all'Agenzia delle Entrate. Ciò considerato, nell'analizzare la richiesta l'ufficio chiede se ci sia il modo di conoscere se il versamento sia avvenuto tramite presentazione di F24 cartaceo o meno. Questo dubbio nasce dal fatto che si vorrebbe evitare di riversare la somma al Comune competente e poi eventualmente in futuro vedersi trattenuta la somma a seguito di richiesta all'intermediario. Si chiede cortesemente come operare al riguardo. Si ringrazia anticipatamente.
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01 marzo 2019

Premetto che il nostro Comune non dispone di un applicativo informatico TASI, ma abbiamo solo una sorta di contenitore dei pagamenti. Attualmente è impossibile gestire accertamenti tasi sopratutto la quota degli inquilini ma anche quella dei proprietari di prime abitazioni che nel 2014 e 2015 hanno versato la TASI poichè, come ho detto, non abbiamo un programma.
Gli unici contribuenti certi sono quelli che hanno ricevuto accertamenti IMU i quali però, utilizzando un'aliquota Tasi dello 0,6 per mille, dovrebbero versare importi talmente minimi che rende vana la fatica e il tempo di generare atti in assenza di programma idoneo.
Mi è stato consigliato (tanto per adempiere all'obbligo accertativo), di pescare tra i contribuenti IMU (scegliendo quelli che hanno pagato gli avvisi di accertamento) quelli con importi più consistenti "tanto per essere a posto".
In qualità di responsabile dell'ufficio tributi,(opero in questo settore da diversi anni ma solo da due anni in questo Comune) non mi sento di agire in questo modo e preferisco piuttosto far decadere l'annualità.
Cosa rischio e a cosa andrei incontro se non dovessi emettere accertamenti TASI 2014 e di conseguenza anche per le altre annualità? Mi consiglia di fare una relazione che tenga conto di quanto non valga la pena investire in programmi, personale ecc... rispetto all'eventuale incasso?
Mi scuso per la tipologia di quesito poco tecnico ma più che altro cerco un conforto per questa situazione anomala legata a una tassa che spero vada a finire il prima possibile.
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01 marzo 2019

Buongiorno, ho bisogno di un consiglio. Sto predisponendo gli avvisi di accertamento TARI 2014. Premesso che nel 2014 abbiamo inviato gli avvisi di pagamento con posta ordinaria e nel 2018 abbiamo inviato i solleciti di pagamento sempre con posta ordinaria, ritiene che io possa predisporre gli atti con sanzioni e interessi? A cosa potrei andare incontro? Cosa farebbe al mio posto? Per completezza d'informazione le cito qualche numero: 2600 avvisi di pagamento, 350 solleciti, 200 accertamenti Tari.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà accordarmi.
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26 febbraio 2019

Buongiorno, dovendo procedere al riaccertamento ordinario dei residui - rendiconto 2018, alla luce del D.L. N. 119/2018 art. 4, non conoscendo ancora l'elenco delle partite annullate, si chiede concretamente come si deve procedere. Ringraziando vi salutiamo
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26 febbraio 2019

L'ufficio SUAP ha comunicato all'Ufficio tributi la cessazione in data 12/02/2019 di un'attività bar (ditta individuale con P.I.) che era in locazione presso un locale di terzi. Il titolare non ha ancora presentato la dichiarazione di cessazione. Dovendo procedere con l'elaborazione del Piano Economico Finanziario, l'ufficio intende procedere con l'annotazione della cessazione dell'utenza non domestica e successivamente con l'invio di quanto dovuto per l'anno 2019 fino alla data del 12/02. Si chiede a quale indirizzo sia corretto inviare l'avviso di pagamento TARI 2019 (es.indirizzo di residenza del titolare). Grazie
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25 febbraio 2019

Un contribuente (non iap o cd) in comune non montano, ha dato in comodato gratuito i propri terreni ad un coltivatore diretto. il proprietario non ha presentato dichiarazione. Ora sostiene di essere esente e se qualcuno deve pagare è il coltivatore diretto. chi paga?
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22 febbraio 2019

Nel caso in cui l’ufficio ha emesso avviso di liquidazione per parziale versamento TASI, nei confronti di un contribuente proprietario di un fabbricato dato in locazione, che ha eseguito il versamento per quota stabilita dal comune in modo corretto, non avendo prodotto dichiarazione IMU/TASI per l’anno 2014. Ed il locatario abbia pagato correttamente la sua quota. come dobbiamo comportarci nel caso il contribuente chieda l’annullamento dell’accertamento.
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